Wall Street: il rialzo si ferma malgrado i buoni dati macro

Giocare in borsa - immagine articolo

Dal fronte macro sono arrivate indicazioni positive, mentre sul versante societario si segnalano due big del settore bancario dopo la trimestrale.

Dopo il nuovo record storico registrato ieri dai tre indici principali a Wall Street, la seduta odierna dovrebbe partire nel segno di qualche presa di profitto. I futures sui principali listini viaggiano tutti in rosso e vedono il contratto sull'S&P500 e quello sul Nasdaq100 in flessione entrambi dello 0,17%.

Il mercato non trova sostegno nelle buone indicazioni arrivate dal fronte macro dopo che nell'ultima settimana le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono state pari a 243mila unità, in calo di 15mila unità rispetto alla lettura precedente rivista al ribasso da 260mila a 258mila unità. Il dato odierno si è rivelato migliore delle previsioni degli analisti che si erano preparati ad un calo meno rilevante a 255mila unità.

Meglio del previsto anche i prezzi alla produzione che a settembre hanno evidenziato una variazione positiva dello 0,4%, in rialzo rispetto allo 0,2% precedente e oltre le previsioni del mercato che parlavano di una salita dello 0,3%,
La versione "core", depurata cioè delle componenti più volatili quali alimentari ed energia, ha mostrato un rialzo dello 0,4%, contro lo 0,1% di agosto e rispetto allo 0,1% previsto dal consenso. 

Da segnalare che per oggi sono previsti i discorsi di Lael Brainard e di Jerome Powell, membri della Federal Reserve.
Sul fronte valutario intanto il dollari si conferma debole nei confronti dello yen, passando di mano a 112,36, mentre il biglietto verde guadagna qualche posizione contro l'euro, con il cambio fotografato a quota 1,1843.

Tra le commodities il semafoto scatta sul rosso per il petrolio che dopo i recenti rialzi imbocca la via del ribasso e si riporta a poca distanza dei 50,5 dollari al barile, mentre resta a galla l'oro che viaggia a ridosso dei 1.293 dollari l'oncia.

Tra i vari titoli da seguire Jp Morgan che ha diffuso i risultati del terzo trimestre, archiviato con un utile in crescita da 6,29 a 6,73 miliardi di dollari che si traducono in un risultato per azione pari a 1,76 dollari, al di sopra degli 1,65 messi in conto dagli analisti.

A battere le stime anche il fatturato che è salito a 26,2 miliardi di dollari, oltre i 25,23 miliardi stimati dal mercato. Il titolo viaggia in calo nel pre-mercato, complici le deludenti indicazioni arriate relativamente alla divisione del trading che ha visto i ricavi derivanti dal trading azionario scendere del 21%, mentre quelli del trading obbligazionario hanno riportato una contrazione del 4%. 

Nel settore bancario segnaliamo anche Citigroup che nel terzo trimestre ha conseguito un utile netto pari a 4,1 miliardi di dollari, in crescita del 7,9%. Il risultato per azione è stato pari a 1,42 dollari, contro gli 1,3 dollari su cui aveva scommesso la comunità finanziaria.

In crescita i ricavi che sono saliti del 2,2% a 18,2 miliardi di dollari, contro i 17,9 miliardi attesi dal mercato, segnalando che il dato include oneri straordinari per 355 milioni di dollari.


Fonte: Trend-Online.com

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