Trump: ecco il piano per le infrastrutture. Ed è subito polemica

Giocare in borsa - immagine articolo

Questa volta il presidente ha dichiarato di voler investire 200 miliardi di dollari di fondi federali, un investimento che a sua volta dovrebbe portare, grazie ad una sorta di effetto leva, almeno 1.500 miliardi di dollari per i prossimi 10 anni.

Questa volta il presidente ha dichiarato di voler investire 200 miliardi di dollari di fondi federali, un investimento che a sua volta dovrebbe portare, grazie ad una sorta di effetto leva, almeno 1.500 miliardi di dollari per i prossimi 10 anni.

Il piano di intervento

Un capitale che verrebbe alimentato dall’intervento congiunto di privati e governi locali e statali. Ad aiutare Washington ci sarebbero anche investimenti stranieri: Secondo quanto dichiarato, Infatti, ci sarebbe anche la collaborazione di molti paesi esteri, Paesi che potrebbero finanziare l’iniziativa arrivando anche a 1.800 miliardi di dollari.Fine ultimo del progetto quello di stimolare la crescita economica e creare nuovi posti di lavoro. Fiore all’occhiello della strategia sarebbe quello di sfruttare industrie americane secondo quanto da tempo propagandato da Trump. Il piano rientra in una serie di interventi decisi dalla Casa Bianca per il bilancio del 2019: numeri alla mano si parla di un budget di 4mila e 400 miliardi di dollari con quasi settecento miliardi destinati al Pentagono. Le spese militari, infatti, potrebbero ricevere un aumento del 13%. Nel piano è previsto anche il famoso muro con il Messico, a sua volta rientrante in un più vasto piano per la sicurezza: anche in questo caso sono i numeri a parlare, per il muro con la nazione centroamericana sarebbero previsti 18 miliardi mentre 23 sono destinati, o per meglio dire sarebbero, al rafforzamento della sicurezza sui confini nazionali. Dopo l’annuncio sono nate immediate le polemiche soprattutto da parte dei rappresentanti delle amministrazioni locali. Stando a quanto dichiarato infatti, sarà difficile per questi ultimi riuscire a reperire i fondi se non ricorrendo ad aumenti di tasse e al pagamento di pedaggi. Non solo, ma resta ancora aperta la questione del muro con il Messico: durante la campagna elettorale e  poco dopo la sua elezione, Donald Trump dichiarò che il muro sarebbe stato costruito da ditte americane e che sarebbe stato pagato dal Messico.

I dubbi e le contraddizioni

Il progetto di costruzione si trova però all’interno del programma di budget statale di Washington per il 2019, il che significa che, ovviamente, le spese saranno, per lo meno, anticipate dagli Stati Uniti e, presumibilmente rimborsate successivamente da città del Messico. Resta però molto improbabile, soprattutto alla luce dei rapporti particolarmente tesi tra i due stadi, che il Messico possa in qualche modo decidere di rimborsare le spese anticipate da Washington.  Altra questione, quella del deficit pubblico: la recente riforma fiscale prevede un corposo taglio delle aliquote che arriverebbero al 21% rispetto all’attuale 35 (in media): sommando questa prima mancanza di gettito fiscale ai menzionati interventi statali, in molti temono l’esplosione della deficit che potrebbe arrivare a superare i 1000 miliardi. L'annuncio sembra anche avere il fine di attirare il volto dell'America rurale anche in vista delle elezioni di medio termine che si terranno a novembre e che potrebbero cambiare il volto del congresso. Attualmente, infatti, i repubblicani possono vantare la maggioranza in entrambi i rami del Parlamento ma al Senato questa maggioranza si è ridotta ad un solo seggio, Il che rende estremamente precaria la supremazia dei conservatori.  Oltre questo, sempre considerando l’atmosfera che c'è all'interno del partito, bisogna ricordare che i repubblicani sono storicamente contrari a qualsiasi forma di intervento da parte dello Stato. Forse anche per questo motivo dei 200 miliardi citati dal presidente 50 potrebbero essere costituiti da prestiti e bond a loro volta destinati a portare avanti opere già in corso. Allo stesso scopo(cioè rendere più gradito agli occhi dei repubblicani il piano di intervento) sarebbe destinata la volontà di usare manodopera americana e, soprattutto dare forte potere decisionale ai governi locali anche attraverso la semplificazione delle norme e dei tempi per i permessi: in questo caso, quindi, la presenza dello Stato federale dovrebbe essere limitata alla semplice nascita di un'agenzia di coordinazione anche a livello burocratico.


Fonte: Trend-Online.com

Condividi questo articolo: