Morgan Stanley: il Bitcoin non sarà mai un investimento stabile

Giocare in borsa - immagine articolo

Per James Gorman, CEO della banca d'affari americana, la criptovaluta è un investimento "per definizione speculativo" che resterà volatile.

Il Bitcoin "non sparirà dal giorno alla notte", ma non è neanche lontanamente un investimento sicuro e chi sta pensando di comprarlo non può aspettarsi che lo diventi.

A dirlo, James Gorman, CEO e presidente di Morgan Stanley, per il quale la più scambiata tra le criptovalute continuerà a mantenere un profilo di estrema volatilità, nonostante le aperture di credito da parte di istituzioni finanziarie e di qualche governo che ne stanno favorendo la rapida ascesa.  

E' la quintessenza della speculazione

"Una cosa che sale del 700% in un anno, è per definizione speculativa", ha spiegato ai microfoni della CNBC il numero uno della banca d'affari americana. E proprio per questo, avverte, "chiunque pensi di star comprando qualcosa che rappresenta un investimento stabile si sta prendendo in giro da solo."

"E' una nuova e necessaria forma di accumulazione di valore? Non ne sono così sicuro," dice, aggiungendo che è tra l'altro poco chiaro se autorità di regolamentazione e banche centrali resteranno ancora a guardare da lontano il gonfiarsi della sua capitalizzazione o interverranno in qualche modo.

Un asset sopravvalutato

In ogni caso, si dice convinto il top manager tornando proprio sulle dimensioni raggiunte dal fenomeno, il bitcoin ha ricevuto e continua a ricevere molta più attenzione di quanta ne meriti. 

Usando la metafora pugilistica, Gorman, che in commenti precedenti aveva definito la febbre per l'acquisto di valute digitali "poco più di una moda", dice adesso che il bitcoin sta "combattendo in una categoria superiore al suo peso". Senza contare i dubbi sul suo utilizzo per scopi criminali, che ne continuano a inficiare la reputazione ("Fornisce un sostegno alla gente che vuole usare valute costruite su base anonima per finalità scorrette? Assolutamente sì").

Si allunga la lista dei detrattori

Una posizione che ricalca le dichiarazioni di molti suoi colleghi di Wall Street. A cominciare dalla più perentoria, quella del CEO di JPMorgan Chase Jamie Dimon, che a settembre aprì un solco tra detrattori e sostenitori definendo il bitcoin una "frode" destinata a finire male e paragonandone la rapida ascesa a una caso da manuale di bolla speculativa: la febbre generalizzata per l'acquisto di bulbi di tulipano che nel 17esimo secolo provocò in Olanda uno dei più celebri crack della storia finanziaria. 

Da allora, gli interventi "eccellenti" sul fenomeno si sono moltiplicati, tra negazioni assolute e caute aperture. L'ultimo a sollevare dubbi circa il valore degli asset digitali come forme d'investimento alternative è stato l'economista americano Nouriel Roubini, che in un'intervista a Business Insider ha legato l'esplosione di quest'anno del bitcoin a "una gigantesca bolla speculativa": distinguendolo dalla tecnologia blockchain - una innovazione positiva che  "crea un’opportunità enorme di incrementare la produttività in molte aziende" - Roubini, noto per aver anticipato la crisi finanziaria del 2008, ha dichiarato di non considerare il bitcoin "né un metodo di pagamento serio, né un buon modo per immagazzinare capitali", ma un asset che "si autoalimenta" e il cui prezzo è salito a livelli ingiustificati e senza alcuna base.

Intanto il prezzo sale

C'è da aspettarsi comunque che neanche questa nuova critica eccellente all'indirizzo della criptovaluta ne fermerà per il momento l'ascesa, ripresa proprio questa settimana dopo una ennesima fase convulsa.

Dopo aver raggiunto lo scorso mercoledì un nuovo record a 7.882 dollari, al culmine di un periodo di forti rialzi nel mese di ottobre, il bitcoin aveva ceduto tra venerdi e sabato quasi il 30% del suo valore, tornando a scambiare in area 5.500 dollari.

Una nuova impennata tra ieri e oggi ha però già fatto risalire le quotazioni e in questo momento il Bitcoin Price Index del portale di settore Coindesk segnala un prezzo di 7.488 dollari.

Alla base del nuovo recupero, che riporta la capitalizzazione del Bitcoin nuovamente sopra i 120 miliardi di dollari, sarebbe questa volta la notizia che Square, la società di pagamenti digitali del fondatore di Twitter Jack Dorsey, sarebbe pronta a supportare i pagamenti in bitcoin sulla sua app mobile Cash. Ieri, una nota di Credit Suisse aveva commentato la notizia scrivendo che "l'opzione di pagamento in bitcoin potrebbe spingere il prezzo delle azioni" della società californiana. 

I promotori del bitcoin sono convinti che la criptovaluta continuerà a superare sempre nuovi record man mano che cresce la percezione di una sua utilizzabilità, e qualcuno ha già profetizzato che potrebbe superare la capitalizzazione di mercato di Apple nel giro di 5 anni. 

 


Fonte: Trend-Online.com

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