Il successo dei Pir supera le attese. I titoli su cui puntare

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I piani individuali di risparmio piacciono e lo dimostra la raccolta realizzata sino ad ora che ha indotto gli analisti a rivedere nettamente al rialzo le stime per il 2017. Una selezione dei titoli più interessanti in ottica Pir.

A Piazza Affari da inizio anno si registra un crescente interesse per i titoli a piccola e media capitalizzazione presenti sul nostro listino. La rinnovata appetibilità di questi temi è stata favorita dall'introduzione, nell'ultima legge di bilancio, dei cosiddetti PIR, i piani individuabili di risparmio. Si tratta di una forma di investimento a medio termine capace di veicolare i risparmi verso le imprese italiane, in particolare in direzione di quelle di piccole e medie dimensioni.

Il vantaggio per l'investitore è quello di beneficiare di un abbattimento del carico fiscale, in sostanza non è previsto il pagamento di tasse su capital gain e dividendi e su successioni e donazioni.
Questo contribuisce a rendere appettibili i PIR, il cui successo si sta dimostrando ampiamente superiore alle attese, come evidenziato in un report di Equita SIM.

Secondo gli analisti, il modo più semplice per evidenziare l’impatto che i PIR hanno avuto sul mercato è attraverso l’ETF che replica l’indice Ftse Mid Caps. Preso come punto di partenza il 15 dicembre 2016, emerge che la capitalizzazione di mercati è salita di circa 55 milioni di euro agli attuali 622 milioni e che l'Etf Mid Cap ha battuto l'Etd mid-small cap Europe del 12%.

Bca Mediolanum è leader nei Pir

La SIM milanese segnala che Banca Mediolanum si sta dimostrando il leader incontrastato nei PIR, cosa che non sorprende gli analisti considerato il DNA dell’azienda e della sua rete di promotori.
Il presidente di Banca Mediolanum, Ennio Doris, ha però pubblicamente affermato che la sua azienda punta ad arrivare nel 2017 addirittura a 3 miliardi di euro di masse nei fondi PIR. Questo obiettivo secondo gli analisti è ambizioso e li ha sorpresi, ma secondo gli esperti Doris raramente sbaglia nel valutare la capacità commerciale della propria rete.

Equita SIM alza stime sulla raccolta dei Pir

Equita SIM segnala che la raccolta dei PIR ha già quasi raggiunto la stima elaborata per l’intero 2017, pari a 1,6 miliardi d euro, alla luce delle indicazioni di acune grandi reti come Banca Mediolanum e Intesa Sanpaolo, gli analisti hanno deciso di rivedere la loro previsione da 1,6 a 10 miliardi di euro.

Gli analisti ritengono che gli acquisti sui titoli mid-small possano rappresentare il 4,2% del flottante nel 2017 e il 5,4% nel 2018, segnalando inoltre che acquisti cumulati nei cinque anni arrivino al 23,1% del flottante.
La SIM milanese, focalizzandosi sulle mid-small caps, ha calcolato l’impatto dei PIR sui singoli titoli, segnalando che le maggiori ricadute positive sono in particolare su Banco Desio, Inwit e Banca Popolare di Sondrio.

Mediobanca segnale 18 small e mid cap in ottica Pir

Nell'ottica dei PIR gli analisti segnalano 18 titoli tra le small e mid cap quotate a Piazza Affari e si tratta di: Diasorin, Ima, Autogrill, Marr, Iren, Interpump, Technogym, Cerved, Rai Way, EI Towers, Inwit, Credem, Anima, Amplifon, B.Cucinelli, Enav, Ansaldo Sts e De' Longhi.
Per gli esperti dell'istituto di Piazzetta Cuccia queste società vantano un interessante mix di buoni fondamentali, una sostenibilità di alcune metriche e opportunità sul fronte M&A.

Bca IMI. 3 titoli inserito nella Pir selection

Banca IMI ha invece inserito tre titoli nella sua Pir selection, ossia nella selezione di azioni più interessanti alla luce della normativa introdotta dall'ultima legge di bilancio.

Il primo è La Doria che per gli analisti è da acquistare con un prezzo obiettivo a 10,3 euro, considerando anche l'elevato sconto a cui tratta il titolo rispetto ai competitors.

Per lo stesso motivo viene scelto Ivs, coperto con lo stesso rating "buy" e un target price a 14,1 euro, segnalando che per il titolo sono venuti meno il rischio di diluizione dell'eps e l'overhang.

Infine, l'altro titolo presente nella Pir selection è Anima Holding che è da acquistare con un fair value a 6,8 euro. Banca IMI evidenzia che in questo prezzo obiettivo è inclusa una probabilità del 50% di un'acquisizione da parte di Anima di Aletti Gestielle che sarebbe accrescitiva in termini di utile per azione 2018 di oltre il 15%.


Fonte: Trend-Online.com

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