Borse incerte in attesa di Draghi. Nessuna novità dalla Fed

Giocare in borsa - immagine articolo

A Piazza Affari torna il segno meno per i bancari, mentre si spingono in avanti Campari e Italgas. Focus su dati macro e trimestrali Usa.

Prosegue indisturbato il rialzo della piazza azionaria giapponese che anche oggi ha terminato gli scambi in salita. L'indice Nikkei 225 ha guadagnato lo 0,35% sulla scia dei nuovi record messi a segno ieri da Wall Street, spingendosi sui massimi degli ultimi 21 anni, malgrado la debolezza del dollaro nei confronti dello yen.

Poco variate le Borse europee che dopo un avvio poco mosso si mantengono a poca distanza dalla parità, con il Dax30 e il Ftse100 in salita dello 0,06% e dello 0,13%, diversamente dal Cac40 che scende dello 0,09%.
I nuovi record a Wall Street non scaldano più di tanto i listini del Vecchio Continente, frenate dalla tensioni in Spagna trea il Governo centrale di Madrid e quello regionale della Catalogna.
Prevale una certa cautela in attesa del discorso del presidente della BCE, Mario Draghi, che parlerà al Peterson Institute for International Economics di Washington.

Sul fronte macro è stato diffuso in Europa il dato relativo alla produzione di agosto che ha mostrato un rialzo dell'1,4%, il più elevato da novembre scorso, in deciso progresso rispetto alla rilevazione di luglio rivista verso l'alto da +0,1% a +0,3% e oltre le attese degli analisti che si erano preparati ad un incremento dello 0,3%.

L'aggiornamento odierno dovrebbe fornire rassicurazioni alla BCE in previsione del tapering, mentre dai verbali della Fed diffusi ieri in serata non sono arrivate particolari novità.
I membro del Board concordano sul fatto che un nuovo rialzo dei tassi di interesse sia appropriato quest'anno, pur mostrando qualche preoccupazione per l'andamento debole dell'inflazione.

Debole Piazza Affari che dopo lo spunto rialzista di ieri vede il Ftse Mib riportarsi ad un passo da quota 22.500 con un calo dello 0,13%.
In controtendenza Campari che vanta un rally di quasi il 3% e si spinge in avanti anche Italgas con un vantaggio del 2,24% dopo che Bernberg ha avviato la copertura sul titolo con una raccomandazione "buy" e un prezzo obiettivo a 5,3 euro.

Poco sopra la parità le altre utilities con Terna in salita dello 0,28%, seguiti da Enel e Snam che mostrano entrambi un rialzo dello 0,09%, mentre A2A resta inchiodato sui valori del close di ieri.

Recupera lo 0,61% Tenaris dopo i recenti cali, mentre il ritorno dei prezzi del petrolio al di sotto dei 51 dollari frena ENI e Saipem che calano rispettivamente dello 0,14% e dello 0,17%.

In rosso le banche complici le incertezze sulle nuove norme della BCE per la gestione degli Npl. Bper Banca scende dello 0,73%, seguito da Banco BPM e Ubi banca che calano dello 0,69% e dello 0,56%, mentre Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Unicredit limitano i danni a poco meno di mezzo punto percentuale.  

Sul fronte macro Usa oggi saranno rese note le nuove richieste di sussidi di disoccupazione che dovrebbero calare da 260mila a 255mila unità. Per i prezzi alla produzione di settembre le stime parlano di una variazione positiva dello 0,3% rispetto allo 0,2% precedente, mentre la versione "core" dovrebbe mostrare un rialzo dello 0,1%, in linea con la lettura di agosto.
In calendario i discorsi di Lael Brainard e di Jerome Powell, membri della Federal Reserve.

Da seguire prima dell'apertura di Wall Street i risultati del terzo trimestre di Citigroup e di Jp Morgan che per non deludere le attese dovranno centrare l'obiettivo di un utile per azione pari rispettivamente a 1,3 e a 1,65 dollari. 


Fonte: Trend-Online.com

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