Borse: il sell-off non sembra destinato ad arrestarsi

Giocare in borsa - immagine articolo

Gli analisti considerano possibile un'ulteriore prosecuzione del trend ribassista, prevedendo un arretramento del 5%.

Il clima di avversione al rischio innescato dalle tensioni tra USA e Corea del Nord continua a pesare anche oggi sulle borse azionarie, di pari passo con le nuove minacce reciproche che rimbalzano tra Washington e Pyongyang.

Ieri Trump era tornato a pronunciarsi su una possibile reazione di “ferro e furia” contro Pyongyang, e per tutta risposta il regime nordoreano ha annunciato di poter colpire entro ferragosto in una zona vicina all'isola USA di Guam, dove si trovano basi navali e bombardieri americani.

Borse di nuovo in calo

Un balletto di dichiarazioni al vetriolo che sta trascinando anche questa mattina in rosso tutte le borse del Vecchio Continente, che si avviano a vivere la terza seduta consecutiva debole a chiusura di un'ottava che sembra destinata a chiudersi come la peggiore dal novembre 2016, con l'indice pan-europeo Stoxx Europe 600 (-1,11%) che registra al momento un calo superiore ai due punti percentuali questa settimana.

Il FTSE MIB è alle 11 maglia nera tra i listini dell'eurozona e registra un ribasso dell'1,42%, con vendite distribuite tra tutti i settori a cominciare dalle banche, principali vittime del selloff di questi giorni.

Non va tanto meglio comunque alle altre piazze europee: cedono oltre un punto a Parigi il Cac40 e a Londra il Ftse 100, che perdono l'1,14 e l'1,16%, mentre sono al momento più contenute le perdite il Dax30 francofortese (-0,5%).

Una debolezza che segue a ruota l'ondata di vendite che ha colpito le piazze azionarie asiatiche e prima ancora Wall Street, che ha chiuso la seduta di ieri con il peggior calo giornaliero dallo scorso 17 maggio: il Dow Jones ha ceduto 204 punti a 21.844 punti (-0,93%) - un inciampo che arriva dopo una serie di nuovi massimi storici raggiunti in un'estate di bassa volatilità -mentre più pesante è stato il calo dello S&P 500, sceso dell'1,45% a 2438 punti, e soprattutto del Nasdaq, l'indice peggiore con un arretramento del 2,13% a 6.216 punti.

Il calo può proseguire?

E proprio in riferimento a quanto sta accadendo a Wall Street, gli analisti avvertono in queste ore che il clima di avversione al rischio potrebbe rimanere prevalente anche nei prossimi giorni, notando che lo scontro tra Corea del Nord-USA sta impattando su un mercato giudicato già da tempo, e a prescindere dalle tensioni geopolitiche, soprapprezzato e troppo compiacente.

E' per questo che nel corso di questa settimana alcune delle principali banche d'affari, da Citigroup a Bank of America, hanno indicato la possibilità di un arretramento prima del termine dell'estate, favorito dai livelli proibitivi raggiunti dalle valutazioni dell'azionario e dal prossimo cambio di direzione della Fed in tema di politiche accomodanti: un acuirsi dello spostamento verso strategie difensive che per alcune banche d'affari potrebbe portare giù lo S&P 500 fino a 2337 punti base. 

La view di UBS

"Il fatto" dice Julian Emanuel, strategist per azionario e derivati di UBS, "è che è abbastanza anormale percorrere un intero anno senza una correzione del 5%, e non ne abbiamo avuta una da agosto scorso e dai ribassi nel giorno precedente all elezioni."

In questa prospettiva, l'analista suggerisce agli operatori che misurano l'orizzonte dei loro investitori in anni di "aspettare di avere un più basso punto d'ingresso" per aggiungere al portafoglio partecipazioni azionarie", prevedendo che lo S&P 500 possa scendere ancora di circa 100 punti base prima che si fermino le vendite.

UBS considera inoltre come logico punto di supporto per l'indice la media mobile a 200 giorni ("toccata l'ultima volta nel giorno delle elezioni" e che ieri si posizionava a 2337 punti base), suggerendo proprio quest'ultimo livello come "punto dove pensare di accrescere l'esposizione."

Il calo può proseguire?

Identico ragionamento propongono anche gli analisti di CFRA, che si aspettano una prosecuzione del trend ribassista degli indici americani e considerano anch'essi il supporto dei 2337 punti base per l'S&P 500, ricordando che l'ultimo sell-off di una certa rilvanza risale alla correzione del 10% terminata nel febbraio 2016: "di norma", dice il chief investment strategist della casa d'affari, Sam Stovall, "si registrano pullback (una calo tra il 5 e il 10%, ndr) almeno una volta l'anno, correzioni (un calo superiore al 10%, ndr) ogni anno e una fase di mercato orso ogni 4 anni o più".

A favorire l'arretramento è anche la stagionalità di agosto. Un mese "in cui i mercati tendono ad arretrare", spiega Quincy Krosby, chief market strategist di Prudential Financial, secondo cui un mercato "stanco" era "in attesa di un evento scatenante, che è arrivato". Questo analista rassicura però che in ogni caso sulle scarse probabilità che ci si trovi di fronte all'inizio di una fase di bear market: l'andamento del mercato immobiliare, i dati sulla fiducia dei consumatori e la curva dei rendimenti, spiega, dicono "che non siamo vicini a una recessione". 


Fonte: Trend-Online.com

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