Borse colpite da scontro Usa-Corea del Nord. Affonda STM

Giocare in borsa - immagine articolo

Sul mercato domestico in rosso i bancari che scendono nel complesso in maniera moderata, mentre le prese di profitto si abbattono su Ferrari. Male i titoli oil.

Non si arresta la discesa delle Borse europee che perdono terreno per la terza seduta consecutiva, appesantite anche dalla negativa conclusione di Wall Street che ieri ha accusato il peggior calo dal 17 maggio scorso. Le vendite hanno dominato la scena da subito sui listini del Vecchio Continente che, pur in recupero dai minimi, restano tutti in calo. Si difende meglio degli altri il Dax30 con un rosso dello 0,44%, mentre il Cac40 e il Ftse100 scendono rispettivamente dell'1,14% e dell'1,18%.

Ad alimentare le vendite è senza dubbio l'escalation dello scontro, al momento verbale, tra Stati Uniti e Corea del Nord. Quotidianamente si assistere ad uno scambio di minacce e di risposte a tono tra il presidente Trump e il dittatore Kim Jong-un, pronto quest'ultimo a lanciare missili contro il territorio Ysa di Guam per Ferragosto.
Tanto basta per alimentare i timori degli investitori che preferiscono liquidare alcune posizioni, anche alla luce dei forti guadagni con i rialzi registrati dai mercati fino ad ora.

Passano ovviamente in secondo piano le indicazioni arrivate dal fronte macro, ricordando che in Germania questa mattina è stato diffuso il dato definitivo dell'inflazione che a luglio ha evidenziato una variazione positiva dello 0,4%, in linea con le attese e in progresso rispetto allo 0,2% precedente.
Lo stesso dato in Francia ha mostrato un calo dello 0,3%, mentre le stime erano per una una contrazione più marcata dello 0,4%. In Italia l'indice dei prezzi al consumo a luglio ha evidenziato un rialzo dello 0,1%, in linea con le previsioni.

Segno meno anche a Piazza Affari dove il Ftse Mib scivola poco sotto area 21.400 punti, con una flessione dell'1,36%.
Nessuna delle blue chips è in grado di evitare il segno meno e tra quelle che si difendono meglio troviamo Luxottica che cala dello 0,1%, mentre le utilities limitano i danni al di sotto di un punto percentuale. Enel cede lo 0,45%, mentre Snam e A2A calano dello 0,69% e dello 0,85%, seguiti da Terna che perde lo 0,96%.

In rosso le banche con Unicredit che limita le perdite allo 0,4%, seguito da Bper Banca e Intesa Sanpaolo che arretrano dello 0,91% e dell'1,25%, mentre Banco BPM e Mediobanca flettono dell'1,46% e dell'1,58%, lasciando più indietro Ubi Banca che accusa un ribasso del 2,34%.

Sotto scacco STM che lascia sul parterre il 3,62% complice il netto arretramento dei tecnologici Usa ieri. Male Ferrari che arretra del 3% per via delle prese di profitto dopo i nuovi record messi a segno di recente dal titolo.

La flessione dei prezzi del petrolio verso area 48 dollari alimenta le vendite sui titoli del settore oil con Saipem e Tenaris in discesa dell'1,83% entrambi, seguiti da ENI che contiene le perdite allo 0,96%.  

Sul fronte macro Usa oggi si conoscerà il dato relativo all'inflazione di luglio che dovrebbe mostrare una variazione positiva dello 0,1%, in linea con la lettura precedente, mentre la versione "core" è vista in salita dallo 0,1% allo 0,2%.
In calendario un discorso di Robert Kaplan, presidente della Fed di Dallas, oltre al quale parlerà Neel Kashkari, a capo della Fed di Minneapolis. 

Tra i vari titoli da seguire J.C. Penney che alzerà il velo sui conti degli ultimi tre mesi, dai quali ci si attende una perdita per azione di 0,05 dollari.


Fonte: Trend-Online.com

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