3 azioni da non comprare (quasi) mai

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Crescita dei ricavi in stallo o addirittura in calo, profitti minimi, flussi di cassa imprevedibili, insider assenti (e che quindi non si fidano di investire). Tutti indizi negativi che consigliano di evitare l?acquisto di 3 nomi in particolare evidenziati nell?analisi di Anders Bylund

Crescita dei ricavi in stallo o addirittura in calo, profitti minimi, flussi di cassa imprevedibili, insider assenti (e che quindi non si fidano di investire). Tutti indizi negativi che consigliano di evitare l’acquisto di 3 nomi in particolare evidenziati nell’analisi di Anders Bylund

Sears Holdings (NASDAQ: SHLD)

L'ex gigante del retail ha perso la sua lucentezza nell’era dell’ e-commerce e i risultati si vedono sul bilancio. In particolare sui  4.1 miliardi di dollari di debito netto contro i 2,6 di circa un anno fa. Non solo, ma in tutto questo la società ha bruciato 1.7 miliardi di dollari di free cash nel corso degli ultimi quattro trimestri e dovendo poi essere costretta a vendere quei (pochi) marchi prestigiosi che aveva in portafoglio, al solo scopo di riuscire a sopravvivere. In tutto questo le banche hanno smesso di finanziare l’azienda (il presidente e amministratore delegato Eddie Lampert ha iniziato a mettere mano al suo patrimonio per evitare problemi più gravi) e le società di rating hanno declassato in massa il titolo. 

 

 

Groupon (NASDAQ: GRPN)

Il servizio di sconto- ha esaurito praticamente tutto il combustibile che gli ha permesso, nei primi anni, di registrare un successo clamoroso che però, visti i numeri degli ultimi report sui conti, non sembra durare ancora. Gli ultimi resoconti trimestrali sono risultati positivi ma in molti dubitano sul fatto che l’azienda sia al punto di svolta e possa permettersi di tornare agli antichi fasti. Una dimostrazione arriva dal fatto che la sua metamorfosi da operatore fornitore di sconti a protagonista dell’e-commerce, avviene in un momento in cui il mercato è saturo, occupato da giganti difficili da combattere. Inoltre il recente acquisto di Living Social, un suo antico rivale, non ha entusiasmato gli esperti. 

Zynga (NASDAQ: ZNGA) 

Il momento migliore per la società è stato prima del suo sbarco a Wall Street mentre un anno dopo la sua IPO, nel 2012, ha toccato l’apice dei ricavi , per lo più grazie al successo di giochi come FarmVille e Mafia Wars, per poi cadere con la stessa rapidità con la quale è caduto. Unico beneficio, seppur minimo, è arrivato dalla politica del taglio dei costi che ha dato una mano al flusso di cassa degli ultimi trimestri. Punti a favore sono la liquidità e bilancio praticamente debt-free. Ma per quanto sia un fattore tranquillizzante, il prossimo grande colpo che solleverebbe le sorti e soprattutto la competitività dell’azienda sembra ancora lontano.


Fonte: Trend-Online.com

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